
I libri bruciano

Sì, la soddisfazione di dire “ve lo avevo detto” stavolta la difendo. Da tempo mi rendo conto che attorno al reale, l’originalità intuitiva di certi pensieri è cosa rara, io tra pochi – per un ovvio amore – ho invece avvertito questo pericolo. Perché negarlo? Il sociologo e filosofo M.McLuhan considerava l’artista (inteso come uomo dalla rara sensibilità e dalla profonda distanza ed indifferenza nei confronti delle virtù tecniche – vedi asservimento, arrivismo, capitalismo,ecc..) come il maggior pericolo per il Sistema poiché in grado di anticipare e percepire prima i pericoli generati dalle spire degeneranti tecniche. Il web come il reale, ahimé, è dominato da masse compulsive che copiano, pappagallescamente ripetono ed in gran parte aspettano l’oracolo e la sentenza mass mediale per fare ad essa da eco. Qualcuno che pensa, partorisce e crea un ragionamento, un collegamento, è per lo più solitario. Facile parlare di Ranucci, di Hormuz, di Trump, di cose che fanno parte della Storia (la storia banale?) ma che sono preannunciate comunque da chi ha studiato un minimo la Storia, facile parlare di ciò che null’altro rappresentano che gli intrattenimenti visibili per i popoli. Altro discorso è comprendere la lettura simbolica e reale delle piccole notizie, delle pseudo-critiche morali che indicano nuovi deliri in seno alla tecnica. E nuove necessarie battaglie.
Un esempio? L’AI che distrugge libri cartacei. A milioni. L’AI che copia, scannerizza, profila in prigioni milioni di autori, pagine, testi. L’AI che copia gli stili, che si “umanizza”, l’AI che vuole sapere ogni cosa del mondo reale e distruggerla, perché tutto viva solo dentro la Rete, attraverso lei (l’AI stessa). Perché sarà l’AI a capire cosa è veramente degno di sopravvivere. No? Non è forse il pensiero più semplice per i nativi digitali il fatto che la rete (prima c’era Google) e l’AI sia assolutamente superiore all’Uomo?
Io l’avevo detto. Non solo con la pubblicazione de Manifesto di Unabomber – La società industriale ed il suo futuro (Larsen Edizioni, 2021) di Theodore J.Kaczynski. Non solo con decenni di video (salvati dall’attività censoria dell’Era Kali Yuga di YouTube) dedicati a tale dinamica degenerativa. Non solo con saggi (dal testo del Prof. R.Bonuglia passando per il Prof. G.D.Casa, fino al 1° saggio italiano dedicato a T.Kaczynski), poi con la narrativa coraggiosa e meritevole d’esser riscoperta, con gli articoli (1 e 2, per fare un concreto esempio) e le interviste.
L’avevo detto con l’amore espresso quotidianamente, con l’esempio, verso i libri cartacei. Rimasto ormai solo, me ne rendo conto, io “pagano” nella mia scelta in un mondo ormai convertito al nuovo credo digitale dove tutti leggono in Rete, tutti hanno E-reader per E-Book, dove tutti hanno accettato gli schermi invece che le pagine, io lo sapevo e l’avevo detto prima – ahimé amara ed inutile soddisfazione – che sarebbe andata a finire così..laddove l’amore reale per i libri cede al “progresso“, la tecnica ha dimostrato la sua reale considerazione verso questo sacro, forse ultimo, intoccabile amore dell’uomo. L’AI ha incenerito, spezzato, distrutto milioni di libri.
E chi ne conserverà copie cartacee, sarà un irriducibile pagano, un pericoloso eretico?
Andrea Larsen
